Corro in una pineta, sono affaticata e penso di arrivare in ritardo. Salgo in una macchina: devo andare a trovare un ragazzo ricoverato in ospedale psichiatrico.
Esco dall’ospedale che è buio, salgo nella mia macchina. Una donna batte sul vetro con la borsa e si dimena. Apro lo sportello e mi aggredisce con la borsa e urla contro di me, ma io so che non ce l’ha con me.
In un locale incontro il ragazzo con cui mi sto frequentando, insieme con la sua ragazza (che in realtà nella vita non ha, perché è single), e mi pare di conoscerlo ma non ricordo bene chi sia. Provo fastidio nel vederlo con lei.
Salgo le scale e incontro sempre lui, vestito diversamente: è solo e aspettava me. È la stessa persona, ma al contempo è un altro.
Sarei grata se qualcuno riuscisse a darmi qualche indicazione, non ricordo spesso i sogni, ma questo mi ha colpito.
(Silvia)
Risponde il Dr. Jacopo Campidori
Salve Silvia,
Premetto che non si può interpretare un sogno a scatola chiusa: è necessario conoscere il sognatore, parlarci assieme, analizzare il sogno in sua presenza. Qui posso solo esprimere delle idee personali, delle ipotesi che non hanno alcuna presunzione di verità (ne parlo nel mio articolo sull’interpretazione dei sogni).
Due particolari hanno attirato la mia attenzione.
Il primo è il “mood” dell’intero sogno: questo senso di frenesia, il ritmo incalzante, caotico, il passare da un luogo all’altro, il carosello di persone, l’urgenza, la fretta. Perché questa fretta? Cos’è che agita Silvia? Mi viene da pensare che stia attraversando un periodo di forte inquietudine.
Come se troppi impegni, troppi doveri (soprattutto doveri) si fossero accumulati. La sensazione che ho provato, e ripeto, è solo una mia sensazione, è quella di tenere in piedi un castello di carte che rischia di cadere da un momento all’altro. Ma è così necessario tenere tutto sotto controllo? Che succederebbe se si decidesse di lasciar cadere quel castello di carte così perenemente in bilico?
Il secondo particolare è il ragazzo che Silvia frequenta. Arriva con la sua fidanzata, nonostante nella vita reale sia single. E subito dopo torna, solo, ed è lui ma è anche un altro. Mi chiedo se in questo sogno ci sia una domanda su quanto ci si possa fidare, su quanto ci si possa lasciar andare. C’è qualcosa che spinge Silvia a stare sulla difensiva?
Ripeto, sono pure speculazioni. Se fossimo in studio potrei farle molte domande, camminarle accanto per aiutarla a dare un volto a questo sogno senza identità. Qui posso solo lanciare qualche input, come una manciata di coriandoli, nella speranza che accenda qualche lampadina.
È possibile in un momento di stress prendersi un momento per noi stessi? È possibile provare a lasciarsi andare nelle relazioni, mettersi in gioco, nonostante la paura di cadere nel vuoto e farsi male?
Spero che queste domande l’aiutino a trovare quelle risposte che non riusciva a trovare.
Se un sogno continua a farle compagnia anche da sveglia, in studio possiamo guardarlo insieme, con calma.
Grazie di avermi scritto,
Dott. Jacopo Campidori, psicologo – psicoterapeuta
Ti riconosci in queste parole?
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